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I Magnifici 7

Ecco i vincitori del Premio Ulisse per Arte Ingegno 2019

Confartigianato Napoli – 3° edizione

 Il 24 maggio alle ore 20:30 presso il MAV di Ercolano ci sarà la premiazione

 

Sono sette protagonisti di storie positive, buone pratiche e lavoro ben fatto che incarnano la varietà associativa del Nuovo Millennio: a cominciare da Marcella e Oreste Mantovani, fratelli e fondatori nel 2005 della gelateria artigianale Gelatosità, proprietaria del brevetto Gelamix, una piastra ghiacciata che consente di personalizzare il prodotto. Entrati di diritto nella guida Gambero Rosso dopo aver inaugurato sette sedi in tutta Italia, undici laboratori in Centro America e punti vendita a Londra, in Canada e in Cina, hanno conquistato numerosi riconoscimenti, fra cui uno per il gusto “Due Sicilie”, il più richiesto ad Ottawa, una ricetta prelibata fatta di ingredienti di eccellenza del Sud: «Ci siamo indebitati fino al collo per portare avanti la nostra impresa e abbiamo lavorato sodo, nello scetticismo iniziale di tutti; ma possiamo dire di essere riusciti a creare qualcosa di importante che investe nei prodotti del territorio e nei suoi giovani», confessa Marcella, una laurea in Economia e Commercio, master all’estero e un impegno di formazione dei giovani all’università Federico II di Napoli. E aggiunge: «Ci dicevano di lasciar perdere, di andare via da Napoli e diventare ricchissimi altrove. Noi invece abbiamo scelto di restare ed oggi portiamo la nostra testimonianza anche ai ragazzi universitari».

Perché il segreto, in fondo, è saper guardare oltre l’orizzonte dell’omologazione, «vincendo l’atavico male di Napoli che è l’individualismo, per fare rete ricostruendo i sogni che sono alla base dell’imprenditoria pura», sottolinea un altro vincitore, Roberto Natale, titolare della Natalepelli, un’azienda leader dei pellami e della produzione di guanti in pelle che ha recentemente brevettato il guanto touch che consente di avere maneggiare gli schermi tattili dei moderni dispositivi digitali. Una linea che ha dedicato a sua figlia Alessia, rinnovando una tradizione consolidata lunga cinque generazioni, totalmente artigianale e condotta nel rispetto nelle norme ambientali e degli animali, tutti provenienti da macellazione a scopo alimentare e dunque ecocompatibili: «I nostri prodotti danno emozioni, e questo fa la differenza con le cineserie a buon mercato. Un imprenditore è, prima di tutto, una persona che crede nel proprio lavoro».

Ne sono convinti anche alla Pneus ODP, anch’essa premio Ulisse 2019, azienda grossista di pneumatici a conduzione familiare, fondata nel 1992 da Alessandro Orefice che, insieme ai
figli Francesco e Fabrizio
, porta avanti un modello organizzativo basato sulla relazionalità, la fiducia e la stima tra fornitori e clienti, ai quali offrono ogni anno una vacanza insieme alle famiglie, coinvolgendo i gommisti con il migliore fatturato. Una valorizzazione dei rapporti umani che incrementa la competitività di una piccola azienda rispetto ai grandi gruppi internazionali. Un po’ come fa Antonio Filippone, fondatore della Gecotech: una software house che realizza su misura soluzioni digitali innovative, per ogni singolo cliente, con l’obiettivo di trovare le proposte migliori alle diverse problematiche aziendali. «Non realizziamo prodotti in serie, ma creiamo strumenti diversi per ogni cliente, caratterizzandoci come nuovi artigiani della postmodernità, o artigiani digitali» spiega Filippone che, insieme con le sue due socie, ha avviato di recente un progetto a supporto della filiera campana della ristorazione di qualità: «Credo molto nel valore delle donne e in quello della nostra terra, perciò non ho ceduto alle lusinghe del fujtevenne», aggiunge con un sorriso.

In buona compagnia con un altro vincitore del Premio Ulisse: Alessandro Migliaccio, Direttore del «Quotidiano Napoli», freepress nato da pochi mesi e «fatto a Napoli da napoletani» con la mission di valorizzare le eccellenze, le attività produttive, culturali, economiche e turistiche della città.

Ma anche la provincia non è da meno nelle buone prassi che coniugano radici e ali, valorizzando la tutela di tradizioni familiari nel segno della modernità: è il caso di Saturno e Micol Somma, proprietari del pastificio Somma di Gragnano, che da dieci anni produce pasta secca con una tecnica antica: «Ristrutturando i locali di lavorazione abbiamo trovato un antico
laboratorio e da quel momento abbiamo deciso di recuperare antiche tecniche di produzione e il primo

Disciplinare della pasta di epoca borbonica, del 1823, che è ancora molto attuale sulle istruzioni per la produzione, il tipo di grano, la sua essiccazione e la vendita» dice Saturno che, insieme alla moglie, ha ridato vita ad una tradizione che trasmette attraverso la Galleria del Grano, il laboratorio esperienziale concepito come moderno Museo della Pasta rivolto a turisti, viaggiatori e residenti desiderosi di riscoprire le proprie radici.

Proprio come l’ultimo Premio Ulisse 2019, il vicano Tommaso De Gennaro che porta avanti, insieme con la moglie, una tradizione nell’arte casearia che dura da ben cinque generazioni, rinnovandosi continuamente. Il Caseificio De Gennaro, di Vico Equense è infatti, l’unico in Italia ad avere addirittura un museo dell’arte casearia a Pacognano, con attrezzature di famiglia conservate e tramandate di generazione in generazione, risalenti al 1850. Un caseificio che, in tempi di continue sofisticazioni alimentari, utilizza solo latte locale, con cui produce il prelibato Provolone del Monaco diventato non a casomarchio DOP nel 2007 e unico in Italia, insieme al Valpadano, ad avere il marchio europeo. Quando si dice le eccellenze campane: ambasciatrici di qualità nel mondo, ma anche speranza per i giovani del Sud.

 

 

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